La scuola al tempo del Covid-19, l’esito dell’incontro dei genitori con la responsabile dello sportello psicopedagogico

Analizzare assieme a Monica Teruzzi, referente dello sportello psicopedagogico per le primarie Bergognone e Foppette e per la secondaria Carlo Porta (tuttora operativo in modalità online e accessibile su appuntamento), le conseguenze dell’emergenza sanitaria sulla realtà della nostra scuola.

Questo il focus dell’incontro tenuto in videoconferenza il 12 maggio scorso al quale hanno partecipato una cinquantina di genitori, tra componenti del direttivo dell’Associazione, del Consiglio d’Istituto e rappresentanti di classe di primarie e secondaria.

Innanzitutto, c’è stata condivisione di veduta sull’identificazione delle numerose criticità diretta conseguenza del lockdown nonostante lo sforzo della scuola nell’ambito di un evento straordinario e imprevedibile: dalla mancanza di comunicazione con le famiglie alla troppa variabilità nel calendario delle videolezioni, fattore questo che ha aumentato lo stress soprattutto tra i più piccoli che hanno più bisogno di tempo e di routine. Sul fronte preadolescenti si è convenuto sul fatto che durante la quarantena gli adulti hanno finito per entrare troppo nella loro dimensione scolastica e il cambiamento dei ritmi settimanali non li ha certo aiutati nella gestione delle emozioni.

Di contro, questa situazione ha creato molte opportunità che devono essere colte, in particolare il rallentamento dei tempi di vita e la maggiore condivisione all’interno delle famiglie, là dove esiste comunque serenità e equilibri consolidati, e pur nella consapevolezza del difficile bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata.

Un’altra opportunità è stata fornita dalla tecnologia (Internet e social) che ha permesso di mantenere i contatti sociali e verso la quale è necessario essere più tolleranti, nel rispetto chiaramente delle regole di buon uso. Anche se la proprio la tecnologia ha fatto emergere differenze sociali, che la dirigenza scolastica ha cercato di appianare mettendo a disposizione pc e tablet per le famiglie con più figli o più bisognose.

Arrivati a questo punto, secondo la psicologa Monica Teruzzi, che metterà a disposizione idee e materiali con cui le famiglie possono lavorare a casa nei prossimi mesi, il primo passo da fare è affrontare lo stress post trauma a cui non si era preparati: c’è bisogno perciò che siano accompagnati nella loro “riorganizzazione” per adattarsi a questa nuova fase, riconoscendo e facendo emergere le loro emozioni.

Nel corso dell’incontro si è indugiato, e non poco, sulle videolezioni. A sentire i genitori presenti, i più piccoli si stancano facilmente con questa modalità e, se la tecnologia ha sì riavvicinato, ha anche spaventato: l’essere nella telecamera fa sentire sotto un riflettore, paura del giudizio che in classe non c’era. Di più, i bambini e i ragazzi spesso si sentono soli (non hanno il compagno di fianco, il sostengo della classe) o sono nervosi (per via dei collegamenti difficoltosi).

Altra problematica segnalata dai genitori è stata quella di non aver convocato consigli di classe e degli interclasse, che avrebbero permesso un confronto migliore con i docenti. Forte anche l’impressione che la scuola, in alcuni casi, si sia focalizzata solo sugli aspetti della didattica e abbia sottovalutato l’importanza del proprio ruolo sociale.

Quali conclusioni? A fronte delle riflessioni e del vissuto, psicologa e genitori si sono trovati d’accordo sulla necessità, in maniera trasversale per la scuola e al di là della didattica, di gestire gli aspetti emotivi e dar spazio e tempo per capire come stanno i bambini e i ragazzi, i quali hanno molte paure, a volte hanno incubi, e soprattutto temono il ritorno alla vita non ancora normale anche a settembre. A proposito di paure, sarebbe il caso di individuare delle linee guida comuni da spiegare a bambini e ragazzi per affrontarle. Infine, è stato detto che sarebbe necessario condividere anche le difficoltà delle maestre e dei professori e proporre incontri formativi e di supporto per sostenere la ripresa dei normali ritmi per le diverse componenti scolastiche.

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